Verbali della teleconferenza FMI – 19 marzo 2016
Il FMI valutava la possibilità di un default greco in concomitanza con il referendum britannico sulla Brexit, evento che secondo Velkouleskou sarebbe stato “un disastro”. Thomsen, da parte sua, sottolineava la necessità di spingere Germania e Grecia a un “punto di decisione”: Berlino sulla riduzione del debito, Atene sull’accettazione di nuove misure di austerità.
Il Fondo minacciava di abbandonare la Troika se non si fosse trovato un accordo credibile sul debito, mentre Lagarde ribadiva che la partecipazione del FMI restava condizionata a un “significativo alleggerimento” da parte dei creditori.
Restavano profonde divergenze con la Commissione europea, che chiedeva un avanzo primario del 3,5% del PIL, contro l’1,5% ritenuto sostenibile dal Fondo. Un compromesso sul 2,5% avrebbe potuto riaprire i negoziati.
La partita, tuttavia, era resa più complessa dall’avvicinarsi della Brexit, che rischiava di paralizzare le decisioni europee. Intanto, mentre il governo greco resisteva alle “misure draconiane” del Fondo, la distanza tra le proiezioni di crescita del FMI e quelle della Commissione accentuava lo stallo.
Sintesi punti principali:
Scenario di crisi: rischio default della Grecia in concomitanza con il referendum sulla Brexit. Velkouleskou: “Sarà un disastro”.
Posizione del FMI:
Possibile abbandono della Troika se non vi sarà accordo con la Commissione su riduzione debito.
Thomsen: dilemma per la Germania tra “proseguire senza FMI” o accettare un alleggerimento del debito.
Contesto:
Agosto 2015: FMI non partecipa al salvataggio UE da 86 mld €.
Lagarde: futura partecipazione subordinata a “significativo alleggerimento del debito”.
Strategia interna FMI:
Necessità di una minaccia di crisi imminente per portare Germania e Grecia a un “punto di decisione”.
Pacchetto richiesto: tasse più alte, tagli a pensioni e lavoro.
Divergenze con la Grecia:
Grecia ha concesso su imposta sul reddito e pensioni integrative.
FMI giudica concessioni insufficienti.
Critiche alla strategia negoziale:
FMI ha presentato ai greci solo la “posizione minima”, favorendo l’immagine di un mancato negoziato.
Obiettivi di bilancio:
Commissione: avanzo primario 3,5% PIL.
FMI: sostenibile 1,5% PIL.
Ipotesi compromesso al 2,5% in cambio di nuove misure.
Proposte alternative:
Velkouleskou: programmi separati con obiettivi diversi (Commissione vs FMI).
Thomsen: accettare obiettivi FMI come benchmark principale.
Proiezioni macroeconomiche:
Commissione: crescita PIL +0,5%.
FMI: contrazione PIL -0,5%, anche con misure applicate.