The Rome Times

DOSSIER STELLANTIS

Il gruppo automobilistico Stellantis continua a essere coinvolto in questioni controverse,l’ultima e’ il caso che ha suscitato solo sdegno negli stabilimenti in Serbia.

come l’impiego di operai da Nepal e Marocco negli impianti in Serbia, un esempio di globalizzazione al ribasso.

L’impianto di Kragujevac, modernizzato di recente con un investimento congiunto da 190 milioni di euro tra Stellantis e lo Stato della Serbia, era stato presentato come un modello di innovazione e robotizzazione.

 

Tuttavia, i salari sono molto bassi, circa 70.000 dinari al mese (meno di 600 euro), e raggiungono solo 768 euro accettando turni straordinari. ma giustamente gli abitanti di Kragujevac rifiutano questi salari perché non sono sufficienti per vivere.

L’azienda che cosa ha fatto per rimediare, non ha aumentato i salari come ovvio che sia, no ha iniziato a reclutare lavoratori da Paesi più poveri come Nepal e Marocco, disposti ad accettare condizioni peggiori.

Questa situazione crea giustamente molte tensioni tra gli operai serbi sottopagati, gli italiani temporaneamente inviati in missione con stipendi più alti, e la nuova manodopera asiatica e nordafricana.

Se il Gruppo Stellantis offrisse 1.000 euro al mese, troverebbe facilmente lavoratori locali, ma il messaggio è chiaro: la Serbia deve mantenere il suo status di area di manodopera a basso costo.

Un piano diabolico e VERGOGNOSO.

Questa logica non è un caso isolato. Anche in Italia, Stellantis ha chiesto sostegni, minacciato chiusure, spostato produzioni all’estero e proposto ai lavoratori di Maserati di Modena trasferte semestrali in Serbia, invece di investire sui marchi nazionali.

La vicenda serba è solo un altro tassello di una strategia di lungo termine che danneggia sia i lavoratori ma al tempo stesso sacrifica la filiera meccanica Italiana che è stata sostanzialmente venduta ai Francesi, dove le fabbriche di Stellantis in Francia non hanno problemi ne di salari be di espatri.

Eppure al gruppo Stellantis e’ stato garantito in questi ultimi anni, un prestito pubblico di 6,3 miliardi, di cui 5,5 sono finiti in dividendi. 

Cioe’ hanno fatto un prestito dove se lo sono divisi i soci non hanno preso i prestiti per migliorare le condizioni in fabbrica o sviluppare nuovi modelli, no se li sono spartiti e lasciato che i debiti del gruppo se li accollassero gli operai Italiani, cioe’ prendono i soldi dello Stato Italiano e non fanno nulla per lo Stato Italiano.

Con Carlos Tavares, i tagli indiscriminati e la delocalizzazione sono diventati la norma, mentre Elkann ha rifiutato anche l’idea di un intervento statale per proteggere l’occupazione nazionale.

Nel 2024, Stellantis ha registrato utili record e aumentato gli stipendi dei dirigenti, ma a scapito degli operai impoveriti e dei marchi italiani abbandonati al declino.

La situazione serba attuale rispecchia lo stesso schema: sfruttare un Paese come piattaforma low cost, spremere i lavoratori come succhi di frutta.

La situazione in Serbia di oggi rispecchia lo stesso modello: utilizzare un paese come piattaforma a basso costo, sfruttare la manodopera, spremerli come succhi di frutta e poi, quando non è più sufficiente, cercare lavoratori ancora più poveri, anche dall’altra parte del mondo, il colmo e che poi lo fanno nello paese che li finanzia per aiutare i lavoratori locali.

Qui sorgono alcune domande ma i vari Governi Italiani che si sono avvicendati in questi anni che cosa hanno fatto per contrastare questa situazione??? NIENTE.

I partiti politici, sopratutto quelli che si identificano nella sinistra, che cosa hanno fatto in questi anni per contrastare questa situazione??? NIENTE.

I sindacati che cosa hanno fatto per contrastare questa situazione??? NIENTE.

Allora perche’ la gente va a votare Onorevoli e Senatori se poi non fanno niente????

Perche ci si iscrive ad un partito politico, specie di sinistra che hanno la falda ideologia di proteggere i lavoratori, se poi non fanno niente???

Perche’ i lavoratori continuano ad iscriversi a sindacati che loro si hanno l’obbligo di proteggere i lavoratori ma poi accettano qualsiasi proposta dettata dai potenti che sono la morte dei lavoratori stessi???

A questo punto sarebbe ora che tutto Popolo Italiano scenderebbe in strada per boicottare questo gruppo e che le loro auto che le vendano in Marocco e vediamo quante auto riescono a vendere.

Senza gli operai che comprano le auto fallite e basta.

Basta poi di usare il nome Italia per le vostre auto se poi schifate l’Italia stessa facendo costruire la maggior parte di essa all’estero.

E bello condividere e far emergere Paesi sottosviluppati ma questo senza distrugge la manodopera Italiana.